La banda di frequenza utilizzata per la diffusione audio digitale su OUC (87.5 – 108 MHz) non era oggetto della Conferenza regionale delle radiocomunicazioni. È difficile predire fino a che punto la dinamica di digitalizzazione del settore televisivo si ripercuoterà sulla diffusione audio analogica su OUC. Mentre, a seguito dell’ampliamente geografico delle coperture, il DAB o sistemi simili quali il DMB (Digital Multimedia Broadcasting) potrebbero essere adatti soprattutto per emittenti attive a livello nazionale o di regione linguistica, non è ancora chiaro quale sistema spianerà la strada verso la digitalizzazione per le piccole emittenti locali. Affinché il DAB basato su multiplex permetta alle emittenti radio locali di diffondere i programmi, senza l’intervento di altri partner, in zone di copertura relativamente piccole, sono indispensabili investimenti sul piano tecnico e non è da escludere una perdita di efficienza nell’utilizzo delle coperture digitali a disposizione. Si stanno pertanto vagliando sistemi digitali a banda stretta come l’americano HD-Radio o l’europeo DRM+ (DRM, Digital Radio Mondiale; adeguato alla banda di frequenze OUC), che consentono di digitalizzare la banda delle frequenze OUC. Non è ancora possibile dire quale sia il sistema più adatto allo sviluppo digitale del paesaggio radiofonico locale esistente, dato che entrambi i sistemi sono ancora in fase di sviluppo e in Europa sono praticamente fatte molto poco esperienze in materia.
Il nuovo piano GE06 rimedia finalmente alla penuria cronica di frequenze per il sistema audio digitale DAB e permette di realizzare anche reti di emittenti per la ricezione portatile indoor; due presupposti per il successo del lancio del DAB o del sistema affine DMB. Il DAB s’e poco sviluppato questi ultimi anni, ma ora le sue possibilità di sfondare sono aumentate.
Se in Europa centrale il DAB riscontrasse un successo simile a quello avuto in Inghilterra e in Danimarca, gli maggiori esercenti di rete e le emittenti di regione linguistica potrebbero rimettere in discussione gli investimenti per rinnovare le loro reti di emittenti OUC, e piuttosto finire per smantellarle pian piano. Indubbiamente il piano GE06 spinge indirettamente le emittenti radio locali ad avviare la digitalizzazione dello spettro delle frequenze OUC. Questo potrebbe comportare la prematura perdita d’importanza della tecnologia OUC analogica, ancora oggi principale vettore della diffusione radio.
La Conferenza regionale delle radiocomunicazioni e l’Accordo GE06 sono stati pressoché ignorati dai media e dal vasto pubblico, nonostante la loro notevole importanza. La digitalizzazione della radiotelevisione in base al nuovo piano porterà a cambiamenti radicali nel paesaggio mediatico. Da un lato perché le tecniche di diffusione radiotelevisiva digitale DAB e DVB sono sistemi basati su sistemi di multiplex – ossia vengono sempre trasmessi assieme interi pacchetti di programmi (di conseguenza, tutti i componenti dei pacchetti hanno la stessa zona di copertura) – e, dall’altro, perché la digitalizzazione apre le porte ai servizi convergenti con contenuti misti di radiotelevisione e telecomunicazione. Anche il mercato pubblicitario sarà costretto ad adattarsi rapidamente alle nuove forme mediatiche.
Il futuro ci dirà in che misura si affermeranno anche i sistemi affini a DVB-T, come ad esempio il DVB-H (televisione mobile con apparecchi portatili o telefoni mobili). Il piano delle frequenze svizzero prevede ad ogni modo due coperture con frequenze nella parte bassa della gamma UHF, che potrebbero essere utilizzate per reti emittenti DVB-H o DVB-T.