Mass media e migranti – una relazione problematica?
Cosa spinge i media a fornire un'immagine negativa dei migranti? Si tratta di una relazione qualificabile come problematica? Il 15 novembre 2010 il Forum per l'integrazione delle migranti e dei migranti (FIMM Svizzera) ha affrontato questo tema in occasione di una discussione plenaria. L'incontro, svoltosi all'Università di Zurigo, ha coinvolto oltre 70 partecipanti che hanno saputo dare vita ad un acceso dibattito.
Nina Pessina, FIMM Svizzera
Avendo constatato che negli ultimi anni l'immagine dei migranti veicolata dai mass media è essenzialmente negativa (pirati della strada, delinquenti, donne velate, ecc.), mentre non ci si preoccupa minimamente di conoscere la loro opinione e le loro domande, FIMM Svizzera ha ritenuto opportuno indire la discussione plenaria "Mass media e migranti – una relazione problematica?" per tentare di capire quali sono le ragioni all'origine di questa situazione. È stato inoltre osservato che i migranti non dispongono di spazi a loro interamente dedicati nei media svizzeri e appena il 5 percento dei giornalisti impiegati nelle redazioni svizzere vantano un retroterra di migrazione.
Fatti, opinioni, prospettive
Dopo il messaggio di benvenuto di Emine Sariaslan, presidente di FIMM Svizzera, e la presentazione del Forum per l'integrazione delle migranti e dei migranti da parte di Gülizar Cestan, il prof. Heinz Bonfadelli dell'Università di Zurigo ha introdotto brevemente il tema del giorno, esponendo i principali risultati dei vari studi scientifici condotti al riguardo. Un dato in particolare ha richiamato l'attenzione dei presenti: il 40% dei contributi che riguardano i migranti sono in qualche modo legati al fattore criminalità.
Hanno seguito gli interventi dei relatori invitati. Roland Brunner, membro del comitato esecutivo dell'organizzazione "medienhilfe", ha criticato la parzialità dei contributi sui migranti nonché quei partiti politici che traggono vantaggio dalle discussioni incentrate su un gruppo di popolazione che non dispone dell'adeguata visibilità. Franz Zeller, docente di diritto dei media presso varie università svizzere, ha poi evidenziato l'inadeguatezza dell'attuale legge contro il razzismo come strumento per migliorare l'immagine generale dei migranti. A detta degli esperti, vi sono altre possibilità per invertire la tendenza, come ad esempio il lobbying politico, l'appartenenza all'organizzazione istituzionale SRG SSR e al Consiglio del pubblico o l'avvio di procedure mirate presso il Consiglio svizzero della stampa. Salvatore Pittà, del sindacato dei media Comedia, ha insistito sull'importanza delle competenze transculturali nelle professioni del settore dei media, mentre Rolf Wespe, direttore del centro di formazione mediatica di Lucerna (Medienausbildungszentrum, MAZ), è convinto che lo scarso numero di giornalisti con un retroterra di migrazione impiegati nelle redazioni svizzere sia in gran parte imputabile a lacune linguistiche.
Dalla discussione plenaria è subito emerso che la responsabilità dell'immagine negativa dei migranti non può essere attribuita esclusivamente ai giornalisti, poiché una situazione di questo genere cela problemi ben più vasti e complessi. È stato peraltro fatto notare che chiunque dimostri un interesse tale da scrivere articoli su determinati temi, dovrebbe essere anche in grado di fornire un quadro d'insieme completo delle diverse sfaccettature. D'altro canto, però, è stato anche ribadito che da anni si assiste al degradarsi delle condizioni di lavoro dei giornalisti.
Nel corso della discussione relatori e partecipanti hanno formulato diverse proposte di miglioramento. Una di esse prevede l'elaborazione, da parte delle organizzazioni che si occupano di temi legati alla migrazione, di rapporti all'attenzione dei media trasmessi direttamente alle redazioni locali. Inoltre, la creazione di un elenco di interlocutori con un retroterra di migrazione potrebbe rivelarsi molto utile per i giornalisti. È stata altresì sottolineata l'esigenza di sensibilizzare i giornalisti alla problematica dell'informazione riguardante le minoranze già durante la loro formazione, attraverso uno specifico modulo d'insegnamento integrato nella sezione "Diversity Reporting".
Le raccomandazioni di FIMM Svizzera vanno nella stessa direzione. La discussione plenaria ha tuttavia ribadito che per decostruire l'immagine negativa dei migranti le raccomandazioni non bastano; per affrontare in modo efficace il problema occorre infatti adottare una serie di misure di ampio respiro sul lungo termine. In quest'ottica, FIMM Svizzera continuerà a lavorare in questo senso.
Partner
La discussione plenaria è stata resa possibile grazie al sostegno finanziario della Commissione federale della migrazione (CFM) e dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). Esprimiamo un ringraziamento particolare al prof. Heinz Bonfadelli e all'Istituto di pubblicistica e ricerche sui media dell'Università di Zurigo (IPMZ) per averci dato la possibilità di organizzare l'evento nei locali dell'Università di Zurigo.
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