Pianificazione delle frequenze
Progetto IFN: nuovi strumenti per l'utilizzo, il rilascio e il commercio delle frequenze
La crescente confluenza (convergenza) di alcuni servizi e reti di radiocomunicazione, la necessità di un utilizzo flessibile dello spettro radio e l'introduzione di nuove forme di gestione e di rilascio delle frequenze lanciano nuove sfide nel campo della gestione delle frequenze.
Gli attori del mercato sperano che i nuovi strumenti a disposizione offriranno un margine di manovra maggiore agli utenti dello spettro. Per migliorare la redditività economica, occorre tuttavia ridurre al massimo gli ostacoli amministrativi. Nonostante la maggiore flessibilità, è comunque opportuno badare che le bande di frequenze vicine possano essere utilizzate senza interferenze.
Il nostro progetto IFN (Nuovi strumenti per il rilascio e l'utilizzo delle frequenze) si suddivide in quattro fasi: identificazione degli strumenti a disposizione (fase I), effetti a livello tecnico, economico, giuridico, finanziario e organizzativo (fase II e III), come pure l'utilizzo degli strumenti appropriati (fase IV). Le prime due fasi sono già concluse e l'avvio della fase III è stato deciso nel novembre 2008.
Dividendo digitale
Grazie ai processi di codifica e di trasmissione digitali, la radiodiffusione digitale terrestre occupa solo una frazione dello spettro finora utilizzato dalla tecnologia di diffusione analogica. Il guadagno di efficienza così ottenuto viene chiamato "dividendo digitale". Nella gamma di frequenze della banda classica di radiocomunicazione (UHF), le onde elettromagnetiche presentano ottime proprietà di propagazione, il segmento dello spettro 470-862 MHz è dunque particolarmente interessante per i fornitori di servizi di radiocomunicazione. Pertanto, le risorse che saranno liberate dopo la digitalizzazione della radiocomunicazione sono diventate oggetto di contesa a livello mondiale.
L'anno scorso, in occasione della Conferenza mondiale sulle radiocomunicazioni (WRC-07), è stato deciso che dal 2015 in Europa il segmento dei 790-862 MHz potrà essere utilizzato sia per la radiodiffusione che per i servizi mobili. Dato che in Svizzera il bisogno di frequenze per la televisione digitale terrestre e mobile (DVB-T e DVB-H) può essere soddisfatto grazie alle risorse dello spettro ancora disponibili nella parte inferiore della banda UHF (470-790 MHz), nel novembre del 2008 il Consiglio federale ha deciso di allocare ai servizi di telefonia mobile tutta la banda UHF superiore (790-862 MHz) entro il 2015.
Frattanto numerosi gruppi di lavoro europei e internazionali si occupano della tematica del cosiddetto dividendo digitale. In seno a questi gruppi l'UFCOM rappresenta gli interessi della Svizzera.
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