Ufficio federale delle comunicazioni

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Rapporto annuale 2010

Editoriale

Le questioni che necessitano di chiarimenti di fondo sono sempre più numerose e riguardano sia il settore delle telecomunicazioni che quello dei mass media. In adempimento a un mandato conferitogli dal Parlamento, lo scorso autunno il Consiglio federale ha valutato la situazione sul mercato delle telecomunicazioni e discusso le eventuali necessità d'intervento in un rapporto elaborato dall'UFCOM. Nel 2011 il Consiglio federale prevede altresì di presentare un rapporto sull'evoluzione nel settore dei media in risposta a un postulato trasmesso dal Consiglio nazionale. A questo proposito, l'UFCOM ha commissionato una serie di studi scientifici e procede attualmente alla valutazione dei risultati in vista della stesura del relativo rapporto. L'utilizzo delle nuove tecnologie può essere fonte di brutte sorprese per i consumatori. Si pensi ai costi elevati per l'utilizzo del telefono cellulare all'estero o agli apparecchi acquistati su Internet o in altri Paesi, suscettibili di interferire con il traffico delle radiocomunicazioni in Svizzera. Al fine di evitare le situazioni spiacevoli, il 1° luglio scorso sono entrate in vigore alcune disposizioni tese ad aumentare la trasparenza delle tariffe per il roaming. L'UFCOM ha inoltre lanciato una campagna d'informazione sulla problematica dell'utilizzo degli apparecchi di telecomunicazione provenienti da altri Paesi.

Nel 2010 si è assistito all'accentuarsi del dibattito sui canoni di ricezione radiotelevisiva. Talvolta si tende però a dimenticare che il nostro Paese presenta determinate peculiarità per quanto riguarda l'economia dei media. Evidentemente molti trascurano il fatto che i piccoli mercati linguistici svizzeri non possono prescindere da un importante contributo finanziario dello Stato, in particolar modo nel settore della televisione.

Su 100 franchi riscossi nella Svizzera tedesca attraverso il canone, quasi 40 sono destinati alla Romandia o alla Svizerra italiana. La sola partecipazione al canone relativa alla Svizzera tedesca risulta inferiore al contributo versato in Germania o Austria. I canoni di ricezione radiotelevisiva costituiscono un importante aiuto affinché tutte le regioni linguistiche possano beneficiare delle prestazioni mediatiche indispensabili in un sistema di democrazia diretta multilingue.

Martin Dumermuth, Direttore

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Aggiornato l'ultima volta il: 10.06.2011

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