IVA e canone di ricezione: stato attuale del procedimento giudiziario

In una decisione del 25 gennaio 2017 il Tribunale amministrativo federale ha concluso che al ricorrente debba essere restituita l'imposta sul valore aggiunto (IVA) pagata sul canone radiotelevisivo dal 2007. L'UFCOM ha analizzato la sentenza e ritiene che alcune questioni di fondo siano ancora irrisolte. Il 6 marzo 2017, la stessa istanza ha emanato una sentenza sui quattro "ricorsi tipo" interposti da rappresentanti di organizzazioni per la tutela dei consumatori. L'UFCOM analizza tale sentenza. Siccome si pongono le stesse questioni di fondo della decisione del 25 gennaio 2017, un ricorso all'istanza superiore è probabile. L'UFCOM stabilirà come procedere non appena il tribunale di massima istanza avrà emanato la sua sentenza. 

La sentenza del Tribunale amministrativo federale, datata 25 gennaio 2017, oggetto di impugnazione riguarda la domanda di restituzione di una singola persona che ha pagato il canone. Il Tribunale non si è espresso né in merito alle ripercussioni né alle modalità del rimborso per le altre persone che pagano il canone. Ciò vale anche per un'altra sentenza emanata il 6 marzo 2017 dal Tribunale amministrativo federale in merito ai "ricorsi tipo" interposti da rappresentanti di organizzazioni per la tutela dei consumatori. Una restituzione dovrebbe avvenire tramite la Confederazione.

Il 13 aprile 2015, nella DTF 141 II 181, il Tribunale federale ha deciso che il canone di ricezione non è assoggettato all'IVA. In tale decisione il Tribunale federale ha ridefinito anche la qualificazione giuridica del canone di ricezione, modificando così una giurisprudenza valida da 40 anni. In quest'occasione la questione della restituzione dell'importo versato non è stata trattata.

Il Tribunale amministrativo federale fonda le sue decisioni in merito alla restituzione su un'interpretazione della sentenza del Tribunale federale non condivisa dall'UFCOM. Restano da chiarire infatti quali ripercussioni avrà il cambiamento nella prassi della massima istanza, una questione di fondamentale importanza per garantire la certezza del diritto, sulla quale deve dunque pronunciarsi il Tribunale federale.

Fino ad aprile 2015 l'UFCOM ha effettuato il conteggio dell'IVA con l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Nella sua sentenza del 17 novembre 2016 (2C_373/2016, consid. 4.2) il Tribunale federale ha confermato che il 2,5 per cento di IVA, che i radioascoltatori e i telespettatori hanno pagato sul canone di ricezione, è confluito nelle casse federali.

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