IVA e canone di ricezione: stato attuale del procedimento giudiziario

Il 18 settembre 2018, in un caso specifico, il Tribunale federale ha parzialmente accolto il ricorso del DATEC contro una sentenza del Tribunale amministrativo federale e ordinato la restituzione dell'IVA riscossa sul canone radiotelevisivo per il periodo dal 1° gennaio 2010 al 30 maggio 2011 compreso. I quattro casi tipo dei rappresentanti delle organizzazioni dei consumatori non sono ancora stati giudicati. Qualora il Tribunale federale decidesse a favore della restituzione dell’IVA a questi ultimi, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) propone di restituire l'IVA a tutti coloro che hanno pagato il canone.

Il Tribunale federale ha deciso che l'UFCOM deve restituire a una persona che ha pagato il canone l'IVA pagata tra il 1° gennaio 2010 e il 30 maggio 2011 compreso. Secondo il Tribunale federale il diritto a chiedere la restituzione dell'IVA pagata prima del 1° gennaio 2010 è caduto in prescrizione.

La sentenza attuale concerne una singola persona, che da giugno 2011 non paga più l'imposta sul valore aggiunto sul canone di ricezione e che ha chiesto una restituzione a partire da fine gennaio 2007. Il 13 aprile 2015, in un primo procedimento, il Tribunale federale aveva cambiato la sua giurisprudenza valida sino ad allora e deciso che il canone di ricezione non è assoggettato all'IVA. Da allora sul canone radiotelevisivo non viene più riscossa l'IVA. Il Tribunale federale non si era pronunciato in merito alla questione della restituzione. La persona che aveva pagato il canone ha chiesto successivamente, in un secondo procedimento, la restituzione dell'IVA per il periodo tra fine gennaio 2007 e fine maggio 2011. Il Tribunale amministrativo federale ha garantito tale diritto nella sua sentenza del 25 gennaio 2017; ora, a causa della prescrizione prevista dal diritto sull'IVA, il Tribunale federale ha però limitato tale diritto al periodo a partire da gennaio 2010.

Al momento sono ancora pendenti dinanzi al Tribunale federale quattro casi tipo depositati da rappresentanti delle organizzazioni dei consumatori a seguito della sentenza del Tribunale federale del 13 aprile 2015. Nei casi in questione si esige la restituzione dell'imposta sul valore aggiunto dal 2005 al 2015, e lo stesso è chiesto in circa 30 000 richieste analoghe. Queste richieste sono al momento sospese preso la Confederazione e saranno trattate non appena le decisioni di principio del Tribunale federale circa i quattro casi tipo saranno state emanate.

Qualora nei quattro casi tipo il Tribunale federale ordinasse una restituzione, l'imposta sul valore aggiunto pagata sul canone radiotelevisivo non dovrebbe essere restituita soltanto a coloro che hanno presentato domanda, ma a tutte le economie domestiche soggette all'obbligo di pagare il canone. Il DATEC presenterebbe allora al Consiglio federale una proposta sul seguito della questione. Terrebbe in considerazione anche la mozione della consigliera nazionale Flückiger-Bäni "Restituzione dell'IVA riscossa illegalmente sui canoni di ricezione radiotelevisivi", trasmessa dal Parlamento al Consiglio federale il 12 settembre 2018, che chiede la restituzione a tutti dell'imposta sul valore aggiunto.

Decisioni del Tribunale amministrativo federale del 2017

Nella sue decisioni del 25 gennaio e del 6 marzo 2017 il Tribunale amministrativo federale ha concluso che ai ricorrenti debba essere restituita l'imposta sul valore aggiunto (IVA) pagata sul canone radiotelevisivo dal 2005. L'UFCOM ha analizzato le decisioni e ritiene che alcune questioni di fondo siano ancora irrisolte: ha pertanto impugnato le sentenze dinanzi al Tribunale federale. L'UFCOM stabilirà come procedere non appena il tribunale di massima istanza avrà emanato le sue sentenze.

Le sentenze del Tribunale amministrativo federale oggetto di impugnazione riguardano le domande di restituzione di singole persone, benché nel secondo caso di tratti di quattro "ricorsi tipo" presentati da rappresentanti di organizzazioni per la tutela dei consumatori. Il Tribunale non si è espresso in nessuna delle due sentenze né in merito alle ripercussioni né alle modalità del rimborso per le altre persone che pagano il canone. Una restituzione dovrebbe avvenire tramite la Confederazione.

Il 13 aprile 2015, nella DTF 141 II 181, il Tribunale federale ha deciso che il canone di ricezione non è assoggettato all'IVA.

In tale decisione il Tribunale federale ha ridefinito anche la qualificazione giuridica del canone di ricezione, modificando così una giurisprudenza valida da 40 anni. In quest'occasione la questione della restituzione dell'importo versato non è stata trattata.

Il Tribunale amministrativo federale fonda le sue decisioni in merito alla restituzione su un'interpretazione della sentenza del Tribunale federale non condivisa dall'UFCOM. Restano da chiarire infatti quali ripercussioni avrà il cambiamento nella prassi della massima istanza, una questione di fondamentale importanza per garantire la certezza del diritto, sulla quale deve dunque pronunciarsi il Tribunale federale.

Fino ad aprile 2015 l'UFCOM ha effettuato il conteggio dell'IVA con l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Nella sua sentenza del 17 novembre 2016 (2C_373/2016, consid. 4.2) il Tribunale federale ha confermato che il 2,5 per cento di IVA, che i radioascoltatori e i telespettatori hanno pagato sul canone di ricezione, è confluito nelle casse federali.

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