IVA e canone di ricezione: spiegazioni

Nella sua decisione del 25.01.2017 il Tribunale amministrativo federale ha concluso che al ricorrente debba essere restituita l'imposta sul valore aggiunto (IVA) pagata sul canone radiotelevisivo dal 2007. L'UFCOM analizza attualmente la sentenza ed esamina come procedere.

La sentenza del Tribunale amministrativo federale non ancora passata in giudicato riguarda la domanda di restituzione di una singola persona che ha pagato il canone. Il Tribunale non si è espresso in merito alle ripercussioni su altre persone che pagano il canone e sulle modalità. Una restituzione dovrebbe avvenire tramite la Confederazione. L'UFCOM analizza attualmente la decisione contro la quale può essere presentato ricorso al Tribunale federale. Attualmente presso il Tribunale amministrativo federale sono ancora pendenti quattro ricorsi tipo interposti da rappresentanti di organizzazioni per la tutela dei consumatori.

Fino ad aprile 2015 l'UFCOM ha effettuato il conteggio dell'IVA con l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Nella sua sentenza del 17 novembre 2016 (2C_373/2016, consid. 4.2) il Tribunale federale ha confermato che il 2,5 per cento di IVA, che i radioascoltatori e i telespettatori hanno pagato sul canone di ricezione, sono confluiti nelle casse federali.

Prima della sentenza del 13 aprile 2015, in cui il Tribunale federale ha deciso che il canone di ricezione non è assoggettato all'IVA, sia l'UFCOM che le emittenti con partecipazione al canone (SSR compresa) hanno effettuato il conteggio dell'IVA sul canone di ricezione. Dai rendiconti IVA ordinari risultava regolarmente un saldo positivo che andava a favore delle emittenti radiotelevisive finanziate conformemente alle disposizioni della legge sulla radiotelevisione. Nel 2015, questo procedimento è stato verificato l'ultima volta dal Controllo federale delle finanze (CDF) e giudicato conforme al diritto. Dalla sentenza del Tribunale federale dell'aprile 2015, il canone di ricezione viene fatturato senza l'IVA, l'Ufficio federale delle comunicazioni non presenta pertanto più alcun saldo. Le emittenti interessate continuano a conteggiare l'IVA.

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